NOTIZIE / NEWS
Anita Sieff alla Fondazione Querini
Ordine di Senso
Fondazione Querini Stampalia
27 Marzo – 30 Maggio 2010
Un’indagine sulle infinite possibilità di ricreare un equilibrio tra molteplici esperienze e significati. Un’esplorazione nel vasto territorio della percezione, del sogno e del sentimento, per restituire, a chi lo attraversa, una differente prospettiva nella presa di coscienza della realtà. E’ Ordine di Senso di Anita Sieff.
La mostra, prima personale dell’artista in un museo a Venezia, città dove vive e lavora, è a cura di Chiara Bertola e fa parte del progetto Conservare il futuro, promosso dalla Fondazione e dalla Regione del Veneto ed è organizzata in collaborazione con la Fondazione di Venezia.
Attraverso più di venti opere, tra disegni, fotografie, film, installazioni video, molte delle quali concepite espressamente per gli spazi dell’Istituzione, l’artista si confronta con la memoria di questo luogo e accosta il tempo del passato a quello del presente, scandendoli in un’unica sequenza spaziotemporale.
I lavori di Anita Sieff, attiva nel campo delle arti visive a partire dagli anni ’80, analizzano i cambiamenti che la società contemporanea condizionata dai mass media provoca ai danni della comunità e delle relazioni interpersonali.
Questo modello sociale, attraverso l’esaltazione dell’immagine e la spinta sfrenata ai consumi, fagocita l’essere umano e la sua dimensione più intima e profonda, privandolo della capacità di scegliere e di trovare se stesso. Andare alle origini, recuperando la Storia, diventa allora il modo per riannodare con un principio fondante e strutturante, tale da consentirci di navigare con determinazione verso quelle rive che, lontane dall’annientamento del destino collettivo consumistico, ci facciano approdare al nostro destino personale.
Dice la regista della video installazione “Ordine di Senso”: “la storia è di chi la scrive e noi tutti possiamo scrivere la nostra storia personale”.
Nell’incontro con l’opera il visitatore infatti può elaborare, portare in sé, e con sé, significati diversi, contribuendo anch’egli a dare un altro ordine al senso delle cose.
Il progetto di Anita Sieff si snoda fra l’area espositiva e la casa museo, creando un dialogo con gli ambienti e le persone che li abitarono allora e li abitano oggi.
Così in “Poesia”, l’installazione sonora nel piano del Museo, intreccia i desideri della figura settecentesca di Elena Mocenigo Querini con quelli di una donna del nostro tempo. Mentre l’installazione video “Ordine di Senso” – che da anche il titolo alla mostra – strutturata su tre schermi, sollecita uno stato di attenzione che si gioca sui tre livelli di percezione: veglia, sogno e coscienza. Portare il passato nel presente permette, secondo l’artista, di andare “oltre la storia come sequenza lineare di causa ed effetto, e di abilitare la coesistenza di stati di densità dell’essere, quegli stadi intermedi che aprono verso una consapevolezza profonda del nostro centro”.
Ai pensieri affidati da Elena ai carteggi corrisponde, nel film, la voce dell’interprete regista: ”Tutti sogniamo. E’ da lì che ci viene in soccorso l’energia che dà un tono alla vita di ogni giorno”.
Il catalogo della mostra, pubblicato da Edizioni Gli Ori Prato, in versione italiana e inglese, contiene i testi di Chiara Bertola, Anita Sieff, John Peter Nilsson (curatore del Moderna Museet di Stoccolma) e di Carlos Basualdo (curatore per l’arte contemporanea del Philadelphia Museum of Art). Le schede delle opere esposte sono a cura di Marta Savaris.
La pubblicazione include anche un ampio apparato iconografico con le immagini delle opere allestite negli spazi della Fondazione Querini Stampalia.
Dalla pagina della mostra www.querinistampalia.it
Workshops
Libro d’Artista. Shirley Greer
2 aprile 2010 9 aprile 2010 16 aprile 2010 23 aprile 2010 30 aprile 2010
[ 2 aprile 2010; 9 aprile 2010; 16 aprile 2010; 23 aprile 2010; 30 aprile 2010; ] Nuovo ciclo di 5 seminari con l’artista canadese Shirley Greer
NOTIZIE / NEWS
Biennale di Sarcelles: Franco Vecchiet
Franco Vecchiet ottiene il Grand Prix
Il nostro Maestro ‘storico’ Franco Vecchiet ha vinto il primo premio alla XIV Edizione della Biennale dell’Incisione di Sarcelles a Parigi. Nella foto a fianco lo vediamo durante una presentazione agli studenti del programma estivo di Indiana University, una delle più importanti negli USA per l’insegnamento della Stampa d’Arte.
Pubblichiamo di seguito l’articolo di Maria Campitelli tratto da ‘Il Piccolo’.
Il triestino Franco Vecchiet , artista ben noto del nostro territorio, ha ottenuto di recente un altissimo riconoscimento a livello internazionale nell’ambito della grafica di cui è esperto cultore. Ha ricevuto il grand Prix, cioè il primo premio, alla 14ª Biennale internazionale di incisione di Sarcelles a Parigi. È una biennale storica, tra le più antiche di Francia e certamente la più nota a Parigi. Quest’anno ha raccolto artisti da 30 nazioni e il Paese ospite della rassegna è stato il Canada. La giuria internazionale ha assegnato il premio a due opere esposte di Franco Vecchiet, realizzate nella tecnica di stampa ad incavo a punta secca e collagrafia. Ossia, quest’ultima, una tecnica aggiuntiva contraria all’incavo tradizionale, al solco procurato dagli acidi, ottenuta aggiungendo dei materiali provenienti per lo più dall’industria chimica. Tecniche miste dunque, sapientemente elaborate dall’artista in anni di lavoro, ricerca, sperimentazione e costante aggiornamento. Tant’è che è divenuto un suo filone specifico, coltivato anche attraverso l’insegnamento svolto da anni presso la Scuola internazionale di Grafica a Venezia. Ma anche all’Accademia Superiore d’Arte di Parigi (1999) e, di recente, tra il 2007 e il 2008, negli Usa, all’Università dell’Indiana. Le opere premiate fanno parte del ciclo ”L’inquinamento dell’ambiente” e gli stessi materiali e i procedimenti adottati – sottolinea l’artista – non sono inquinanti. Le stampe di Vecchiet insistono sul binomio bianco/nero e denunciano – facendosi nel lavoro artistico poetica sublimazione di ritmi, intrecci segnici, trasparenze o ispessimenti coadiuvati dal “carborundum” – uno status generale di degrado dell’ecosistema. Dovunque nel mondo. In Europa come in America, dove talune esperienze dell’artista, come l’attraversamento delle miniere di carbone all’aperto della Virginia, hanno ispirato altri significativi lavori (parenti di quelli premiati) come “carbone” e “Reminder”, dominati da blocchi densi di nero, che si sfrangiano in uno sfondo fuligginoso. È importante osservare come le esperienze vissute, le problematiche del quotidiano, estensibili all’intero pianeta, divengono viva materia d’arte, sempre allusiva, metalinguistica, mai descrittiva, servendosi di elementi semplici, anche riconoscibili, come ad esempio la scacchiera della serie “La mia finestra” , che, crescendo poi nel lavoro, si scioglie in una struttura sempre meno geometrica e sempre più organica ed umorale. Come a dire che ragione ed emozioni si sovrappongono e confondono, costituendo un esplicito referente di ciò che siamo e di ciò che è. Testimonianze di questo tema dell’inquinamento sono apparse anche nella recente mostra dal titolo “Ravase”, alla galleria Dlum di Maribor, mentre attualmente l’artista ha appena inaugurato un’altra mostra a Capodistria, questa volta di pittura (tecnicamente trasgressiva rispetto ai canoni tradizionali, si tratta infatti di collages) alla Galleria della Bank Koper, a riprova di un’attività frenetica, quasi senza posa. L’arte di Vecchiet infatti non si ferma alla grafica: la sua o sservazione del mondo si traduce in pittura, creazione di oggetti e sculture, libri d’artista, promozione di iniziative, installazioni e progetti anche per spazi pubblici, come il mosaico per la piazza Transalpina di Gorizia, realizzato, in quanto vincitore del relativo concorso internazionale, nel 2004.
SG-gallery
Cesare Bellassai
16 marzo 2010
[ 16 marzo 2010; ] Le tavole di Cesare Bellassai sono frutto di un’elaborazione tecnica sapiente capace di proporci un segno impattante per pulizia e immediatezza…
Workshops
Libri d’Artista. Kathryn Shank Frate
5 febbraio 2010 12 febbraio 2010 19 febbraio 2010 5 marzo 2010 12 marzo 2010 19 marzo 2010
[ 5 febbraio 2010; 12 febbraio 2010; 19 febbraio 2010; 5 marzo 2010; 12 marzo 2010; 19 marzo 2010; ] Un ciclo di 6 incontri incentrato sul testo e sulla scrittura a mano.

