Diretto e semplice, l’acquerello è una disciplina affascinante anche nell’indisciplina.

E’ l’acqua che gioca il ruolo da protagonista, tra colore, pennelli e carta; e l’acqua va lasciata agire senza pretendere di sottometterla a troppo controllo. L’importante è piuttosto saper approfittare della sua fluidità, qualità perfetta per creare atmofere, luci e movimento.

“Acquerello: mezzo fluido. Sentimento: qualità fluida.” (Joze Ciuha).

Serve determinazione per rifiutare i pentimenti ed è meglio lasciare che gli errori siano clamorosi piuttosto che cercare di ridurli con ripensamenti, che riducono anche la forza espressiva del lavoro.

Che si tratti di oggetto, natura, figura o Venezia, i soggetti devono sempre penetrarci dentro e, come dice Matisse, bisogna: “...prendere forza dall’esistenza degli oggetti e non farsi tagliare l’immaginazione dall’esistenza degli oggetti”.

Siamo grati a Keith Achepohl (U.S.A.), Joze Ciuha (Slovenia), Walter Vilain (Belgio), Vadim Brodskij (Russia), che negli anni hanno tenuto corsi di Acquerello qui alla Scuola Internazionale di Grafica, lasciandoci una forte traccia dei loro insegnamenti.

È possibile iscriversi al programma completo, ad uno o più cicli tematici, o volta per volta a singoli pomeriggi di lavoro.

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