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Incontro con gli studenti – A meeting with the students
Giovedì 12 Aprile, 2007
Thursday, April 12, 2007

“As a Boston University student studying abroad in Venice, I have had many incredible opportunities here. One of these opportunities included attending a seminar held by Robert Storr; an extremely well known American curator, academic, critic, painter, and the director of this years Venice Biennial. I was able to attend this talk with the artist in the central courtyard of the scuola with about twenty other fellow students and faculty. Mr. Storr began by giving an overview of his background and experiences, shocking us with details of incredibly important artists and collectors he had met, shows that he has exhibited, and how he became experienced within the world of contemporary art.

Mr. Storr then proceeded with a question and answer session, allowing us to ask many questions and even pose concerns that cannot be easily answered by anyone without his kind of experience. He answered questions on such subjects as what it is to be a curator, how to set up a good exhibition, and the importance of how a piece of artwork is presented by the artist. Mr Storr described one of the most important traits an artist should acquire as “being able to work much harder than you think you can.” Learning about the importance of creating, and presenting ourselves and our work from an experienced and well-known curator was an incredibly valuable experience.”
Laura Marotta


L’idealizzazione dell’artista talentuoso, tutto istinto, creatività ed ignoranza formale è un luogo comune molto radicato. Secondo tale corrente di pensiero -o piuttosto pregiudizio- le accademie e le scuole d’arte altro non sarebbero che la rovina dei giovani artisti, i quali verrebbero privati delle loro doti innate da una formazione coercitiva e limitante, che li ridurrebbe a tanti piccoli, impersonali cloni.

Sarà, ma allora perché i paesi più vitali in ambito artistico fanno dell’interazione fra arte contemporanea ed istruzione uno dei propri punti di forza? E perché, al contrario, l’Italia fatica tanto a produrre opportunità, eventi e mercato?

Nelle più prestigiose università degli Stati Uniti c’è sempre un dipartimento di arti visive, dove il confronto tra artisti di primo livello e studenti è incessante. In Inghilterra le mostre finali delle scuole d’arte rappresentano un evento, cui la critica, la stampa e addirittura il mercato dedicano attenzioni impensabili nel nostro paese. Il curatore della prossima edizione della Biennale, Robert Storr, affianca alla sua attività museale quella di rettore della facoltà di arti visive all’univeristà di Yale, un’istuìituzione che non ha certo bisogno di presentazione.

Il 12 Aprile Storr ha incontrato gli studenti di Boston University, che stanno completando un semestre di studi in arti visive e grafica pubblicitaria presso la nostra scuola. Il programma fu istituito nel 1999 e da allora oltre 100 studenti vi hanno preso parte, stabilendo un rapporto con la città che, per alcuni di essi, è divenuto di vita.

Già in passato artisti di importanza assoluta (come ad esempio Michael Mazur, uno più quotati incisori negli USA) sono intervenuti nei nostri programmi internazionali, con seminari speciali, ”critiques” e mostre. Gli studenti d’arte partecipano con particolare motivazione a queste opportunità di confronto col mondo dell’arte contemporanea e con i suoi protagonisti.

Lorenzo de Castro