Tra nuove ispirazioni e contaminazioni molto originali

Abbiamo visto nel post precedente come a partire dal “Vestito Mondrian”, creazione di Yves Saint Laurent degli anni ’60, il mondo del fashion e quello dell’arte, del design e della grafica si siano avvicinati e ispirati permettendo a stilisti e designer di moda di creare capi di grande impatto pur mantenendo un’apparente semplicità stilistica.

Il Vestito Mondrian infatti fu positivamente accolto come esempio di alta moda indossabile anche dalle masse nella vita di tutti i giorni. Questo portò alla creazione di capi “replica” o rivisitazioni dello stesso concept sia da altri grandi nomi della moda ma anche da produzione più economiche avvicinabili dal grande pubblico.

Mondrian però non è stato l’unico creativo che ha ispirato creazioni nel campo del fashion design, e proprio in questo post vedremo altri esempi di collaborazione tra arte/grafica e moda.


Tanto per restare in tema YSL non si è ispirato solo a Mondrian per i suoi capi, è infatti uno dei vari stilisti che hanno portato i dipinti di Van Gogh in passerella: nel suo caso “I Girasoli”, nel caso di Rodarte invece un’intera collezione dedicata all’artista che vede sfilare anche interpretazioni della “Notte Stellata” oltre al dipinto precedentemente citato ed altri.


Ancora una volta YSL torna in passerella, accompagnato da D&G, entrambi con capi ispirati dalle opere di Jackson Pollok e Neverdenim ha addirittura creato un’intera linea sulla base delle opere dell’artista.


Vediamo ora due diverse collezioni che si rifanno alle creazioni di Picasso. Donna Karan si lascia ispirare da una scultura, Jacquemus da alcuni dipinti.


Il quadro “L’Onda” di Hokusai è noto in tutto il mondo e riprodotto su stampe e oggettistica varia; lo ritroviamo anche in passerella, rielaborato dalle menti di fashion designer come Dior e Alenaakh Madulina che realizzano capi di forte impatto partendo dalla nota opera d’arte.


Non solo gli artisti ma anche intere correnti artistiche diventano protagoniste di svariati capi d’abbigliamento. Un esempio è dato da Gucci con la sua collezione che riprende l’Art Déco dove le forti geometrie e i colori danno un sapore tutto nuovo agli abiti realizzati.

Un altro esempio molto più “pop” è quello dei capi ispirati alla Pop Art. I colori sgargianti e i pattern unici sono i tratti comuni in queste collezioni che però sfruttano le varie sfaccettature di questa corrente artistica in modi diversi: Adidas crea una linea che non può che ricordare Lichtenstein, mentre Moschino preferisce giocare su forme e colori per ottenere l’effetto desiderato.


Straordinario è l’impatto che Pantone ha avuto sul quotidiano di ognuno di noi, vediamo tazze pantone, ombrelli pantone, addirittura ornamenti natalizi pantone! Come potrebbero dunque mancare anche gli abiti Pantone?


Chiudo questo posto con l’abito più “grafico” di tutti ispirato alla famosissima mappa della Metro di NY di Massimo Vignelli➤ chissà quale sarà il prossimo graphic designer a finire su qualche capo di abbigliamento…