Un dibattito sempre attuale, analizzato da una nostra allieva

Una giovane studentessa di grafica pubblicitaria affronta l’eterno tema della creatività con una serie di articoli. Ecco quello introduttivo. Buona lettura!
Sono già sette i mesi passati dal primo giorno di lezione al Master in Grafica Pubblicitaria➤  il tempo è volato tra un progetto e l’altro. Brief dopo brief siamo cresciuti professionalmente e, sebbene io non sia un’insegnante, mi sento comunque di dire che i risultati iniziano a vedersi. Ci chiamano creativi, ma cos’è questa creatività per la società nella quale lavoreremo?

L’ho chiesto ai miei compagni di corso e la domanda ha giustamente suscitato un dibattito: dico giustamente perché definire la creatività non può essere fatto senza incontri/scontri d’opinione, anche perché non esiste una definizione univoca. Molti si sono soffermati sulla “capacità di trasformare cose esistenti in qualcosa di nuovo”, altri, in lecita difficoltà, si sono lanciati in astrazioni simboliche.

A mio avviso, per iniziare a delineare una definizione di creatività che possa aiutare la nostra causa bisognerebbe distaccarla dalla concezione che la lega all’arte. Noi, allievi di grafica pubblicitaria, siamo dei comunicatori e il nostro compito è far arrivare il messaggio al pubblico; proprio per questo dobbiamo conoscere la società che ci circonda, anche perché la creatività è un ingrediente fondamentale per il progresso.

Lo studio sociale della creatività è iniziato con l’epoca industriale, quando il positivismo sosteneva con entusiasmo il progresso scientifico. La creatività, concepita anche come “ingegno” era il motore del progresso e, se ci pensiamo bene, nelle odierne società complesse non è cambiato molto: la necessità di differenziazione ha un costante bisogno di creatività. Ed è proprio in questo che la pubblicità fornisce nuovi modelli di consumo, valori e aspirazioni agli individui.

Credo che sia importante per un grafico, conoscere bene la società che lo circonda; solo così potrà essere certo di comunicare in modo efficace e creativo.


Federica Scandolo