Seconda parte. Dalle avanguardie storiche alla Pop art

Abbiamo visto, in breve nel post precedente una serie di tatuaggi il cui stile si avvicina molto alla grafica, al design e all’arte. In questo post, invece, metterò a confronto alcuni di questi stili di tatuaggio con le rispettive “fonti di ispirazione”.
Creato in Germania dagli artisti Simone Pfaff e Voljo Merschky, lo stile Trash Polka è decisamente qualcosa di mai visto nel mondo del tatuaggio, ma certamente non nuovo per il mondo della grafica.

Lo stile Trash Polka è caratterizzato da un mix di elementi realistici, geometrici, astratti (macchie di colore e pennellate per esempio) e lettering di ogni tipo che vanno ad unirsi in un’unica complessa composizione. Gli unici colori concessi, però, sono il rosso e il nero.

In particolare, le composizioni più geometriche ricordano molto il Futurismo e il Costruttivismo russi e le opere di El Lissitzky, non solo per la scelta cromatica, ma anche per il contrasto e la giustapposizione di forme e caratteri che finiscono per diventare un tutt’uno dinamico.

Un’altra fonte di ispirazione per lo stile Trash Polka, soprattutto per quanto riguarda i tatuaggi con elementi realistici, sono le opere di Jamie Reid. La sua palette era decisamente più varia, questo è certo, ma l’uso di immagini realistiche a cui vengono sovrapposte parole e frasi con un carattere che ricorda frammenti di titoli di giornale, i forti contrasti cromatici e formali e l’impatto visivo deciso sono tutte caratteristiche che ritroviamo anche nei tatuaggi Trash Polka.

Nota a tutti invece è la Pop Art, talmente famosa e pervasiva da essere impiegata in diverse attività -fashion, arredamento, oggettistica varia, ecc – e il tatuaggio non fa eccezione. Non solo per palette usata fatta di colori saturi e in contrasto fra loro, ma anche per forme, le texture e il tono giocoso e ironico con cui le illustrazioni vengono realizzate, alcuni tatuaggi sono Pop Art purissima.

Incontriamo, così, composizioni più complesse dall’aria quasi fumettistica, ispirate inequivocabilmente alle opere di Roy Lichtenstein ma anche disegni più originali che richiamano fortemente lo stile di artisti come Keith Haring per gli elementi usati, e Andy Wharol per scelta di soggetto, magari rivisitato, o di nuovo per l’approccio stilistico.




In conclusione abbiamo visto come arte e grafica influenzino ampiamente anche delle forme artistiche che meno ci aspetteremmo, possiamo solo chiederci, per il futuro, quali saranno le prossime fonti di ispirazione e a cosa verranno applicate.

Orsola Scarpa