Una nuova intervista con un professionista della Comunicazione

Abbiamo il piacere di ospitare, questa volta, Maurizio Clemente, copywriter di Aipem-Vodu, storica agenzia di pubblicità di Udine.
Maurizio, come è stato il tuo ingresso nel mondo della comunicazione?
Deve essere stato uno sbaglio. Come spiegare altrimenti il fatto di finire, dopo una laurea in economia, alle selezioni per un corso di copywriting, superarle contro ogni previsione per poi… entrare subito in banca! D’altra parte, come dire di no a una proposta così sicura…
Dopo 3 anni, però, un nuovo colpo di scena mi ha “ridato la comunicazione” e portato in agenzia. Insomma, un percorso non proprio lineare, ma nella vita a un certo punto “i puntini” si uniscono (una citazione facile da indovinare…).

 

Così, sei approdato in Aipem-Vodu?
Sono arrivato in Aipem-Vodu➤  improvvisamente, direttamente dalla banca. Ma stavolta non proprio per caso. Avevo fatto in Aipem-Vodu lo stage collegato al mio corso, e poi qualche collaborazione occasionale. E se, quando il copy “titolare” ha deciso di trasferirsi in altra città, hanno pensato a me per sostituirlo, si vede che ero riuscito a convincerli a scommettere sul sottoscritto… Ero nel posto giusto al momento giusto (e qui c’entra anche un po’ di fortuna), ma mi ero costruito l’opportunità nel tempo. In più, devo dire che in Aipem-Vodu (e questo è un merito) solitamente non si “prelevano” figure professionali senior dalle altre agenzie, ma si preferisce puntare sulle capacità dei giovani e farli crescere internamente.

Come vedi il mercato della comunicazione, in riferimento al cliente “impresa”?
Devo dire che non la vedo sempre rosea. Spesso le imprese trattano la comunicazione come una fornitura qualsiasi, la pesano molto sul prezzo e poco sulla qualità (un tanto al kg, magari all’asta sugli appositi portali). E talvolta pure i reparti marketing più organizzati, dai quali ci si aspetterebbero scelte coraggiose e innovative, sono soffocati dalle gerarchie strategiche che massificano la comunicazione, in nome della brand identity (la scusa per non prendersi neanche il minimo rischio). Insomma, i clienti con cui si lavora bene bisogna davvero tenerseli stretti.

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Secondo te, quali possono essere gli sviluppi della comunicazione e in particolare della pubblicità?
Ovviamente ci aspetta una comunicazione sempre più digitale, e comunque sempre integrata con web e social. Tecnologica, personalizzata, customizzata, interattiva, istantanea, targettizzata, partecipata, monitorata, e chi più ne ha più ne metta. Tutta roba da imparare giorno dopo giorno, senza mai restare indietro. Che fatica! Ma per fortuna un punto fermo ce l’avremo sempre: le buone idee, merce rara che fa e continuerà a fare la differenza tra la “fuffa” e una comunicazione che funziona.

Tre consigli per un giovane che aspira a lavorare in comunicazione
1. Preparati anche a collaborazioni di tipo flessibile (anche le grandi agenzie riducono il personale, figuriamoci le piccole…), ma impara quando è il momento di dire no. Se una cosa ti interessa davvero, falla anche gratis, ma svendere il tuo lavoro non fa solo male a te stesso, ma svilisce anche la credibilità di tutti i creativi.
2. Ricorda che questa non è un’arte, ma un mestiere. Il che vuol dire che non bisogna essere originali a tutti i costi, ma essere sempre funzionali agli obiettivi delle aziende.
3. Armati quindi di pazienza, tenacia, anche ostinazione nel seguire la tua passione e il tuo istinto, anche se questo significa rimetterti completamente in discussione.


Maurizio_per_blog.jpgMaurizio Clemente. “45 anni, laureato in Economia e Commercio a Trieste, all’inizio ho lavorato in banca. Dopo 3 anni, ai numeri ho aggiunto le lettere, e nel 2001 sono entrato in Aipem-Vodu come copywriter, dove digito tuttora. Nel frattempo sono arrivati anche i bit, che hanno veramente cambiato tutto, e creato nuove opportunità e nuove passioni (non solo lavorative, date un occhio a www.coderdojofvg.it …faccio un po’ di pubblicità a una cosa bella…). Scrivo molto per lavoro e pochissimo di me, ma se vi interessa sapere qualcosa di più mi trovate su Linkedin, Facebook, Pinterest, ecc. ecc.”


Crediti: Nelle foto, alcune campagne di Aipem-Vodu.
La “citazione facile da indovinare” cui fa riferimento Maurizio Clemente è tratta dal discorso di Steve Jobsall’Università di Stanford