Intervista con Paolo Palma

Paolo Palma, come è stato il tuo ingresso nel mondo della comunicazione visiva?
Prima alla Scuola d’Arte di Urbino e in seguito frequentando l’Isia, l’interesse per l’estetica si è affinato e la ricerca si è munita di punti di riferimento sempre più consapevoli, che hanno determinato l’inizio della mia professione. Le esperienze fondamentali sono state prima lo studio Dolcini Associati e in seguito Fabrica che mi ha permesso di avvicinarmi al lavoro di grandi nomi della grafica e del design internazionale. Ho quindi fondato nel 2007 lo studio Heads dal quale mi sono separato nel 2014 per iniziare una nuova avventura: Metodo studio.

Quali sono stati i motivi che vi hanno portato a costituire il vostro studio?
Metodo studio nasce dal desiderio di riprendere contatto con la professione e con il piacere di sviluppare progetti costruendoli sulle esigenze specifiche del cliente. Ho sentito la necessità di ricominciare in un nuovo contesto per poter essere più vicino ai miei clienti.

Il design, come la comunicazione sta cambiando. Secondo voi, quali saranno le principali tendenze del prossimo futuro?
Dopo il 2010, anno in cui sembrava che il digitale avrebbe soppiantato il cartaceo, questa preoccupazione è passata e ritengo che si sia stabilizzata l’idea di una comunicazione che necessiti dell’interazione costante tra digitale e cartaceo. Ho la sensazione che si vada sempre più verso un consumo veloce delle informazioni, snap come il nome di una delle app più in voga. Il rischio è di limitarsi ad un consumo superficiale delle immagini e delle notizie, mentre dovremmo impegnarci a dare la possibilità di una lettura ricca di contenuti e approfondimenti.

Metodo.Premio Francesco Fabbri

Come vedete il mercato della comunicazione, in riferimento al cliente “impresa”, cioè il “cliente”?
Ho la sensazione che spesso il cliente si faccia guidare dal desiderio urgente di realizzare un supporto che lo aiuti nella comunicazione del suo brand o della sua attività e cerchi negli studi di comunicazione una soluzione immediata e vincente, mentre invece dovrebbe trasmettere una strategia. Ritengo anche che si sia creata negli ultimi anni una riduzione della distanza tra il cliente e lo studio, portando il cliente a fidarsi di meno e ad interferire di più con il lavoro. Questo spesso provoca delle difficoltà nel processo creativo.

Tre consigli per un giovane che aspira a lavorare in comunicazione…
Suggerirei di partire dalle proprie origini con onestà e coerenza, solo rimanendo fedeli a se stessi si può evitare l’omologazione; poi occorrono grande passione e dedizione per quello che non è solo un mestiere ma un approccio estetico alle cose.

Metodo.Premio Francesco Fabbri


Paolo Palma Paolo Palma, nato nel 1973, si è diplomato presso l’ISIA di Urbino. Dopo una collaborazione di due anni con lo studio Dolcini Associati di Pesaro, nel 1999 entra a far parte di Fabrica (Centro di ricerca della Comunicazione di Benetton); dal 2001 al 2006 è art director di Fabrica Factory e dal 2005 anche di Colors Magazine. Nel 2006 è socio fondatore e art director di Heads Collective. Dal 2014 ha avviato lo studio “Metodo” che si occupa di design della comunicazione. Dal 2011al 2014 è stato docente di progettazione grafica all’ISIA di Urbino e dal 2014 è docente di progettazione grafica all’Università IUAV di Venezia.
La sua attività spazia dalla progettazione di identità visiva per aziende private e pubbliche alla comunicazione di eventi culturali. Nell’ambito della cultura ha progettato e curato la direzione artistica di mostre, ha seguito progetti editoriali, ha sviluppato la comunicazione di istituzioni culturali seguendone l’immagine coordinata, i sistemi direzionali e allestitivi.

Crediti
Nelle immagini, alcuni progetti realizzati da Metodo studio.
http://www.paolopalma.com/
http://www.metodostudio.com